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Scritto da Diego Barucco
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Lunedì 16 Giugno 2008 00:35 |
 Così come le altre grandi potenze mediterranee, Siracusa aveva la necessità di proteggersi, e l’espressione più alta di questo bisogno si materializzò sia nella colossale opera delle mura dionigiane, sia nello splendido castello Eurialo, millenario testimone di una grande gloria del passato. Nella prima parte ne avevamo, per sommi capi, trascorso la sua storia e le principali vicende di cui fu testimone, accennando al suo ingresso e all’efficacia della prima difesa incompleta qual’era il fossato studiato secondo le direttive di Filone di Bisanzio; ora penetreremo nei suoi spazi per svelarne le fattezze più intime per quanto ci è possibile. Proseguendo nella nostra passeggiata campestre in un’assolata giornata di inizio primavera e superato il primo fossato, ci affacciamo ad un secondo ostacolo molto più efficace e con una foggia degna della più fine arte militare. Questo secondo fossato non possiede i canoni classici di cui sono fornite le fortezze più celebri, bensì, osservato in pianta, rivela una particolare forma angolata simile ad una freccia con la punta rivolta verso l’esterno.
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Scritto da Diego Barucco
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Sabato 07 Giugno 2008 01:38 |
 Della più grande e geniale opera di ingegneria militare proveniente dalla civiltà greca si è scritto moltissimo e le numerose conoscenze, benché relative ad un luogo così lontano nel tempo, ad oggi sono abbastanza complete, eppure la grandezza e la genialità di concezione delle sue strutture richiama sempre un’aura di mistero che solletica mestamente la fantasia ed il fascino in ogni visitatore. Rivolgendomi ai cari lettori che non hanno mai avuto la fortuna di visitare il leggendario Castello Eurialo nei pressi di Siracusa, dirò che è mia intenzione rassicurarli, poiché nonostante lo si possa aver visto e studiato in dettaglio innumerevoli volte, gli occhi tutt’ora svelano sempre qualcosa di nuovo ed inaspettato aggiungendo in tal modo un nuovo tassello nel completamento della sua originaria consistenza. Ciò che mi preme sottolineare è che il castello Eurialo riserva ancora grandi sorprese ed un solo incontro molto spesso non basta ad avere una chiara visione della sua bellezza ed unicità.
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Scritto da Diego Barucco
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Domenica 25 Maggio 2008 00:27 |
 Guai trascorrere una sola notte sul Monte Navone, strane leggende anelano sulle sue balze ed a volte probabili fiere di demoni festeggiano furenti, ammucchiando pietre e disegnando cerchi con figure bizzarre per terrorizzare anche gli uomini più impavidi. Guai a trovarsi lassù in quelle notti, i suoi numerosi misteri sono segno di cattivo presagio ancor’oggi che viviamo in un epoca dove i più oscuri racconti ormai sembrano non influenzare più di tanto i cuori degl’uomini, eppure quella montagna isolata nella grande piana collinare porta con se rinchiusi grandi frammenti di storia fin dai più suoi più remoti albori, frammenti che attendono da millenni di tornare alla luce per narrare le loro vicende. Siamo nel territorio di Piazza Armerina quasi al limite con Barrafranca nella Sicilia più interna, lì i paesaggi si ammorbidiscono in dolci colline essendo le ultime propaggini degli Erei e fra ampi spazi fanno la comparsa di tanto in tanto montagne isolate ed imponenti.
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Scritto da Diego Barucco
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Domenica 18 Maggio 2008 00:24 |
 Sono rari quei luoghi dov’è possibile attraversare in pochi passi 10000 anni di storia e nelle ricche balze di contrada Stafenna presso Rosolini, si ha l’emozione di vivere l’esperienza di un simile viaggio. Lì, dove la vegetazione ricopre ogni cosa, dove a pochi metri dalla strada ci si immerge in un ambiente selvaggio quasi primordiale, ogni segno di modernità scompare fra antichi alberi e fitti cespugli, e lentamente una voragine quasi impenetrabile avvolge gli avventurieri, mentre alcune rocce sparse con precisi intagli recano segni lasciati da antichi uomini. Eravamo lì, alla base dell’alta balza calcarea che sormonta un ampio pianoro nei pressi di uno dei più antichi siti archeologici di questa parte di Sicilia sud-orientale, un riparo paleolitico sottoroccia che ben oltre 10000 anni fa diede efficace protezione ai primi abitanti dell’isola.
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Scritto da Diego Barucco
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Sabato 03 Maggio 2008 21:18 |
 In quella notte di natale di metà ‘500, un urlo pungente ed addolorato sconquassò le possenti mura del castello di Licodia Eubea. La voce era di Donna Antonia Del Balzo moglie di Ambrogio Santapau marchese di Licodia e principe di Butera, un urlo di gemito disperato seguito da un silenzio di tenebra, mentre la sua mano insanguinata di coltello si accasciava lentamente al suolo. Negl’occhi l’immagine del marito violentemente scomparso da poco, un’immagine che in quei giorni e in quelle settimane l’aveva perseguitata senza sosta, riaprendo continuamente la profonda ferita nel suo petto che non riusciva più a richiudere. Il silenzio più oppressivo che si possa immaginare raggelò il sangue nelle vene dei cortigiani impietriti che accorsero poco dopo nelle stanze della loro signora, ormai riversa senza vita sul pavimento in un lago purpure. Quella tragedia l’aveva sopraffatta conducendola alla morte e alla pace, sebbene possiamo ammettere, con una buona dose di probabilità che il suo spettro inquieto si aggiri ancora di notte fra le rovine del castello alla ricerca dello spirito del marito che non vide più dopo quella notte.
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