osmbanner1
Il più importante sito di foto e reportage sui luoghi più straordinari della Sicilia!
Home Reportage Nella storia Passeggiando per Morgantina - 1°pt
Passeggiando per Morgantina - 1°pt PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Barucco   
Mercoledì 10 Settembre 2008 18:06
ShareCondividi
12.jpgHo vaghi ricordi di quelle volte che da piccolo mi recai nella bellissima area archeologica di Morgantina, e sebbene le immagini rimangano molto indistinte nella memoria, le sensazioni le percepisco ancora ben lucide. E sì, perché l’antica città di Morgantina non può in alcun modo non suscitare qualcosa dentro, meraviglia o interesse che sia: un luogo remoto nel cuore della Sicilia incastonato fra le aride colline di Aidone e Piazza Armerina, dimenticato per oltre duemila anni e riscoperto solo mezzo secolo fa. Per chi ama la storia e la riscoperta di antiche città, questo è il luogo ideale, poiché nonostante i millenni trascorsi lo stato di conservazione di molte costruzioni ha del sorprendente!
Quel giorno di fine maggio quando mi recai nuovamente fra quelle rovine, il cielo era terso e solcato da una serie delicata di cirri, tutta l’area archeologica era coperta da un fresco tappeto verde da cui emergevano ben distinti i ruderi dell’antica città greca. La presenza quasi costante degli dei e delle antiche credenze, dei commerci e dell’economia di quei i giorni lontani, saltavano vistosamente all’occhio e ricreavano un perfetto profilo di una società così remota che oggi non può che essere soltanto un cumulo di pietre intrise di storia.
Pertanto ritornandovi a distanza di anni fu come compiere una riscoperta personale di più grande valore, nutrita da una più chiara consapevolezza del contesto storico di questo straordinario sito, quel tempo divenne quasi palpabile tanto da sprofondare fin nella remota epoca del bronzo antico quando, un nutrito gruppo d’indigeni edificò un piccolo villaggio di capanne in cima al monte conosciuto oggi con il nome di Cittadella.
Nel suo periodo più remoto questo agglomerato indigeno crebbe tranquillo percorrendo le tappe della protostoria fino all’arrivo del popolo dei siculi nel 1400 a.C., i quali a loro volta occuparono il colle per sfruttarne non solo la facile difendibilità del sito e le fertili piane della valle del fiume Gornalunga, ma anche per la posizione strategica lungo la via d’accesso per gli insediamenti dell’entroterra nisseno ed ennese.
Secondo la leggenda la fondazione di Morgantina fu opera del popolo dei morgeti guidati dal re Morges nel X sec. a.C., i morgeti erano un popolo di origine italica che si stabilì nella Calabria e nelle aree più interne della Sicilia, occupando probabilmente siti già frequentati in precedenza da indigeni locali, di cui però non si conoscono con esattezza le ubicazioni né tanto meno i loro rapporti con il popolo dei siculi ad essi coevo.

Tuttavia il dominio dei morgeti e dei siculi era destinato a non durare, i potenti ed abili strateghi dei greci, giungendo nel VII sec. a.C., intuirono fin da subito le potenzialità di quel villaggio indigeno in vista delle loro mire espansionistiche verso l’interno. Pertanto s’insediarono ma in modo non violento, bensì colonizzando la comunità indigena ed integrando i loro usi e costumi, così com’era accaduto per altri siti indigeni siciliani. I dati archeologici, provenienti soprattutto dai corredi tombali, indicano che non vi fu alcun contrasto fra le due etnie, ma convivenza con la piena tolleranza dei culti sia indigeni che greci. Oltre a ciò i greci rinnovarono il borgo spianando il villaggio ed erigendo case a pianta rettangolare unite da un tessuto stradale. Tutto ciò ricorda molto bene quanto accaduto su insediamenti analoghi come la città individuata sul M. Castiglione presso Comiso.
Così come Castiglione che fu probabilmente distrutta durante un attacco greco anti-siceliota, Morgantina non era destinata ad avere vita tranquilla, l’efficace posizione geografica, infatti, non poteva passare in osservata e l’idea che essa vivesse in piena autonomia con un’etnia mista non dovette piacere molto al tiranno di Gela, Ippocrate, il quale pur di riuscire a dominare tutta la parte orientale dell’isola attaccò la città mettendola a ferro e fuoco e sottomettendone gli abitanti.
Tuttavia la prova più dura dovette avvenire poco dopo, durante la rivolta dei siculi, capeggiata dal condottiero Ducezio che mosse alla volta di Morgantina nel 459 a.C. distruggendo il borgo a tal punto che probabilmente fu abbandonato. Nell’intervallo di tempo successivo alla fine della rivolta sicula, non è possibile stabilire se il sito fu comunque abitato, ma è noto che nel 434 a.C. era stato sicuramente ripopolato, tanto che viene attestato come città alle dipendenze di Camarina fino alla conquista siracusana da parte di Dionisio I. A quanto pare però Morgantina non tollerava molto il giogo di Siracusa e di contro si alleò con Cartagine ospitandone una guarnigione. Tutti questi passaggi di stato tra fazioni spesso contrapposte, furono sintomo di una disperata ricerca dell’autonomia che era stata da tempo persa, ed è probabile che tale sentimento fosse un riflesso di quei discendenti il cui sangue siceliota fosse stato prevalente tanto da spingere verso l’indipendenza secondo ragioni più intime di quanto si possa sostenere pensando solo a necessità puramente economiche.
Dopo varie vicissitudini Morgantina si ritrovò però nuovamente alleata di Siracusa sotto Dionisio II e nel 340 a. C., sotto Timoleonte, il borgo fu ricostruito sul pianoro sottostante chiamato Serra Orlando, probabilmente a causa di un notevole incremento della popolazione. Fu questo il periodo più fiorente, la città si munì di un teatro, di monumenti e di abitazioni residenziali lussuose, arrivò anche a coniare una moneta del valore di un tetradramma il che testimonia anche il raggiungimento di un certo tenore economico.

Tuttavia nell’avvento delle guerre puniche inizialmente si alleò con i romani, e allo scoppio della seconda guerra punica, passò dalla parte di Cartagine, per tale ragione nel 211 a.C. fu assediata e conquistata dai romani capeggiati da Marco Cornelio Cethego, il quale la diede in dono all’esercito dei mercenari Ispanici come ricompensa per l’aiuto da essi ricevuto nella conquista di Siracusa avvenuta l’anno prima.
Il periodo romano vide una notevole riduzione dell’importanza della città giacché molti edifici pubblici e monumentali furono trasformati in tabernae (negozi) e thermopolium (locande), inoltre fu costruito nel centro dell’agorà un mercato detto Macellum e una volta abbattute le mura, Morgantina si ridusse ad oppidum, un semplice insediamento di passaggio.

Gli ultimi anni di vita la vedono coinvolta nelle prime due guerre servili in particolare nella seconda, fu assediata e forse conquistata dal ribelle Savio tra il 105-101 a.C. Dopo di che il sito venne pian piano abbandonato e già nel 30 a.C. scompare nella terra e nella memoria, per riapparire duemila anni dopo sotto gli occhi della modernità.
I fasti e la bellezza di questa remota città si percepiscono già dall’inizio, entrando nell’area archeologica la nostra vista è catturata dall’ampiezza dell’agorà che si sviluppa su più livelli dando un senso di grande respiro e come se non bastasse, sulla sinistra, ritroviamo i resti della fontana monumentale detta delle “Ninfe” la quale con grande magnificenza doveva abbellire uno degl’angoli di questa grande piazza, centro dell’attività pubblica e sociale.
(fine prima parte)

Il presente articolo divulgativo e le fotografie mostrate sono protette dalle leggi sul diritto d'autore. Consulta le norme di utilizzo.

 

Aggiungi commento

La pubblicazione del commento avverrà solo dopo l'approvazione dell'amministratore.
Commenti offensivi o inneggianti alla violenza o quant'altro non attinente l'argomento di riferimento non saranno pubblicati.


Per inviare il modulo comporre l'immagine sottostante anti-spam, trascinando nella giusta posizione le singole parti della figura proposta. Grazie!
Sicilia Fotografica