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Il Castello Eurialo - 1° parte PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Barucco   
Sabato 07 Giugno 2008 01:38
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Della più grande e geniale opera di ingegneria militare proveniente dalla civiltà greca si è scritto moltissimo e le numerose conoscenze, benché relative ad un luogo così lontano nel tempo, ad oggi sono abbastanza complete, eppure la grandezza e la genialità di concezione delle sue strutture richiama sempre un’aura di mistero che solletica mestamente la fantasia ed il fascino in ogni visitatore. Rivolgendomi ai cari lettori che non hanno mai avuto la fortuna di visitare il leggendario Castello Eurialo nei pressi di Siracusa, dirò che è mia intenzione rassicurarli, poiché nonostante lo si possa aver visto e studiato in dettaglio innumerevoli volte, gli occhi tutt’ora svelano sempre qualcosa di nuovo ed inaspettato aggiungendo in tal modo un nuovo tassello nel completamento della sua originaria consistenza. Ciò che mi preme sottolineare è che il castello Eurialo riserva ancora grandi sorprese ed un solo incontro molto spesso non basta ad avere una chiara visione della sua bellezza ed unicità.
La più antica e maestosa fortezza dell’antichità è un capolavoro sotto tutti i punti di vista, sia in bellezza che in efficacia, dove ancor’oggi ne possiamo ben leggere le raffinate astuzie militari usate per ingannare o cogliere di sorpresa eventuali assalitori; esso è adagiato come un vecchio leone stanco su un modesto promontorio nell’estrema punta del pianoro dell’Epipoli, a chiudere, incernierando, i circa 28 km di mura fortificate che circondavano la città di Siracusa. Un opera colossale che ribadiva l’estrema supremazia della città al centro del mediterraneo e di tutti i traffici commerciali fra il medio oriente e l’occidente, ma anche al centro delle mire di conquista di popoli stranieri e persino degli stessi greci, come la tragica spedizione ateniese contro Siracusa insegna. Una città ricca e potente che andava difesa ad ogni costo con opere degne della sua fama leggendaria ed in tal senso l’opera ideata dal tiranno Dionisio I fu ben ideata con una grande partecipazione popolare, tanto che alla sua realizzazione vi parteciparono circa 60000 persone di ogni ceto sociale e cultura.


L’estremità della balza dell’Epipoli verso ovest ha la forma appuntita di un chiodo, Euryalos è l’antico nome del passo e che aveva appunto il significato di “largo chiodo” o Euryelo “testa di chiodo”, quello era l’unico e più facile accesso per qualunque esercito nemico che avesse avuto la seria intenzione di attaccare e conquistare la città di Siracusa alle spalle. Un punto estremamente vulnerabile che avrebbe certamente reso vane le imponenti fortificazioni di Dionisio, ragion per cui fu necessario erigere una fortezza che garantisse non solo protezione all’intera città, ma anche che vigilasse il comodo istmo naturale, passaggio di una delle più importanti linee viarie di comunicazione per gli approvvigionamenti o i commerci provenienti dalle colonie più interne come Akrai e Casmene.
I lavori del castello iniziarono nel 402 a.C. e si protrassero per i cinque anni successivi fino al 397 a.C. sebbene nel corso dei decenni successivi esso subì numerose trasformazioni e modifiche tanto che delle strutture dionigiane originarie poco è rimasto, si pensa che molte delle soluzioni strategiche successive visibili siano addirittura dovute proprio ad Archimede che un secolo e mezzo dopo, in vista dell’attacco delle truppe di Marcello, potrebbe aver suggerito delle modifiche per ingannare gli assedianti, ma di ciò non ve alcuna testimonianza.


La sola certezza è che la fama di fortezza inespugnabile era dovuta sia alla ristrettezza del luogo che avrebbe messo in difficoltà grandi eserciti nel loro sviluppo strategico, sia all’avanzata architettura militare adottata. Nel 309 a.C. un’armata cartaginese poté sperimentare direttamente tale fama durante il terzo assedio di Siracusa nella lunga guerra greco-punica, quando le fortificazioni riuscirono con facilità a respingere un intero esercito in pochissimo tempo.
Altro importante evento che si ricordi, nel quale tale monumento diede ancora sfoggio della sua invincibilità, fu durante l’attacco di Roma da parte delle truppe di Marcello, queste riuscirono persino a penetrare sulla piana dell’Epipoli assediando il castello ma non ebbero l’abilità e la fortuna di espugnarlo. Marcello, rassegnato, si rivolse al capitano della guarnigione greca Filodemo affinché deponesse le armi consegnandogli il forte.
Con questa vicenda tral’altro si concluse il periodo più aureo dell’Eurialo dato che in tutto l’arco della dominazione romana venne quasi del tutto abbandonato cadendo miseramente in rovina, esso fu ripreso successivamente in epoca bizantina ed in parte rimaneggiato con riadattamenti alle nuove esigenze difensive prima di ripiombare nell’ultimo e definitivo abbandono.


Oggi nonostante i ruderi e le rovine riverse ovunque non si può fare a meno di immergersi nella sua imponenza, nelle magnifiche torri un tempo ciclopiche e nelle alte e spesse mura di mattoni calcarei, eppure se immaginassimo di immedesimarci in un abile e spavaldo condottiero con l’idea folle di conquistare di petto l’imprendibile castello ci scontreremmo immediatamente con la dura realtà di dover almeno perdere una grande quantità di uomini e mezzi.
Armate fino ai denti, già ad una distanza di non meno 180 metri, le alte torri dei bastioni ci avrebbero bombardati con proiettili provenienti da catapulte, balliste e frecce senza aver avuto la possibilità di reagire.


Il primo fossato, quello più lontano e con una lunghezza di 6 metri e una profondità di 4, non fu mai completato, esso misurava una distanza rispetto ai primi bastioni del castello di 535 piedi, corrispondenti a 182 metri, tale aspetto coincide perfettamente con le norme di poliercetica ellenistica dettate da uno scienziato contemporaneo di Archimede, un certo Filone di Bisanzio.
La presenza di questo primo fossato ad una determinata distanza aveva un preciso fine strategico, in quanto esso possedeva la primaria funzione di non far avvicinare oltre un certo limite le eventuali balliste nemiche, ma al contempo garantisse una sicura gittata per le balliste del castello che poste sulle torri del mastio, erano capaci di colpire ad una maggiore distanza.

(fine 1° parte) -  Vai alla 2° parte ->

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Commenti (4)
  • rosario  - ottimo lavoro
    ottime foto, ottima elaborazione
    ormai ci stai viziando con le tue foto :grin
  • Diego Barucco  - Grazie
    Rosario! Grazie dell'apprezzamento! Diciamo che qualche foto si salva, la maggior parte sono esclusivamente documentative!
  • Antonio Randazzo  - La fortezza chiamata Eurialo
    Ottimo il tuo servizio.
    Per quanto mi riguarda non mi stancherò mai di ripetere la distrazione di chi dovrebbe e invece trascura una delle opere più complesse dell'architettura militare antica.
    Grazie anche a te di aver realizzato il tuo portale.
    Si potrebbe incominciare ad utilizzare proprietà di linguaggio nelle indicazioni turistiche in atto misere, incomplete e, per quanto riguarda il titolo di castello, completamente errato.
    Ciao e grazie ancora, Antonio Randazzo
    www.antoniorandazzo.it
  • Diego  - Grazie del commento!
    Ciao Antonio!

    Grazie mille del commento! Ti do ragione sulla trascuratezza delle noste più straordinarie bellezze, purtroppo chi ci amministra non quasi mai illuminato verso la cultura e la storia...quest'ultima la nostra più grande risorsa!
  • Emanuele
    Come sempre ben documentato storicamente e degnamente illustrato dalle tue fotografie.
    Complimenti.
  • Diego Barucco
    Grazie del commento e dei complimenti!
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