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Buscemi

11 buscemuVi mostriamo nuove immagini che ritraggono il castello medievale di Buscemi e i ruderi del successivo monastero Requisenz di notte al chiaro di luna, un momento ed un'ora inusuale. Vai alla galleria.

Etna

10 etnaVi mostriamo le nuove foto dei crateri sommitali dell'Etna visitati nell'estate del 2012. Un luogo estremo e mutevole sul tetto della Sicilia che manifesta continue eruzioni ed eventi spettacolari. Vai alla galleria.

Scala Greca

09 scalagrecaScala Greca comprende l'estremità nord della città di Siracusa fino al limite della balza calcarea del tavolato su cui sorge l'odierna città. Vi mostriamo nuove foto dell'antico accesso alla città. Vai alla galleria.

Documentario

Vi informiamo che è disponibile un nuovo documentario girato e montato da Fabrizio Ruggieri con testi tratti da un reportage qui pubblicato, dal titolo Terravecchia presso Giarratana. Vai alla pagina dei documentari.

Grotta Giovanna

08 grottagiovannaVi mostriamo le foto della Grotta Giovanna, un importante sito paleolitico nei pressi di Siracusa frequentato in un periodo post-glaciale intorno ai 13000 anni fa e oggi in completo stato di abbandono. Vai alla galleria.

Monte Balchino
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Sabato 22 Settembre 2012 19:46

logMolti sono i luoghi della Sicilia dove lasciata la civiltà si entra in un universo più umano e naturale, in cui lo spazio e il tempo diventano dimensioni perfette e palpabili, e le campagne di oggi che odorano di timo mostrano sopite grandi spazi. Masserie e case dirute emergono a perdita d’occhio come antico retaggio dei secoli ed in se conservano ancora un fascino difficilmente descrivibile ma facilmente immaginabile se ci si sforza di incastonare tali visioni nel folclore e nella tradizione.
Oggi in queste terre si può anche trascorrere un’intera giornata senza riuscire a scorgere anima viva se non qualche automobile o fuoristrada che transita di tanto in tanto in qualche trazzera interpoderale e in questa quiete si ritrova quella pace che spesso perdiamo durante le settimane trascorse nel caos della quotidianità.
Siamo nelle terre del profondo calatino e volgemmo i nostri passi alla ricerca di tracce dormienti molto antiche, di storie vissute che tanto bramano di essere raccontate seppur ormai perdute nel vento che ci accompagnò e con i suoi antichi spettri. Ai piedi di Monte Balchino, più di duemila e cinquecento anni fa esisteva una fitta foresta la cui estensione doveva giungere fino alle porte dell’attuale Palermo, questo perché il denso terreno argilloso, ricco di terra, ha da sempre fornito per migliaia e migliaia di anni quel substrato che ha permesso l’esistenza di boschi e foreste per tempi molto lunghi. Solo l’intervento dell’uomo ridimensionò un simile paradiso ed ogni popolo che qui è giunto da conquistatore ha contribuito alla trasformazione dell’originario ecosistema, tuttavia grazie alla sensibilità e alla fantasia riusciamo quasi ad avere il senso completo della magnifica estensione di quel mare di verde.

 
Gli oblii di Cozzo Pantano
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Sabato 25 Febbraio 2012 23:05

cozzopantanoAl di là dello specchio palustre della Lysimeleia, attraverso i pantani e i rivoli sacri del Ciane, un’isola nel verde si eleva per pochi metri come uno scudo calcareo e sottile; il suo nome “Cozzo Pantano” evoca gli stagni e le paludi che un tempo qui erano diffuse, su un così ampio spazio di territorio da giungere fino al mare che da qui dista poco meno di quattro chilometri. Nonostante ormai le paludi siano state lungamente bonificate e antropizzate, non possiamo fare a meno di ricordare le vicende storiche che questi luoghi hanno visto. Qui transitava l’importante arteria stradale conosciuta come via Elorina che conduceva alle città costiere, qui passarono eserciti e si stabilirono accampamenti durante i numerosi assedi da parte dei cartaginesi, degli ateniesi e dei romani. Questi luoghi videro durante l’assedio ateniese di Siracusa nel 414 a.C., anche l’inganno architettato dal comandante Gilippo che condusse di notte l’esercito siracusano contro i fortilizi ateniesi sul Plemmyrion, mentre questi erano distratti da un attacco navale dal porto grande.

 
Santa Lucia di Mendola
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Lunedì 10 Ottobre 2011 16:21
logAvete mai provato l’ebbrezza di calarvi all’interno di un ipogeo immerso in un’antica rovina e di ritrovarvi a scendere una galleria profonda attraverso un buio così impenetrabile, da darvi la sensazione di aver imboccato la via verso il cuore della terra? Una profondità dove la mano dell’uomo e la natura si mescono, e il tanfo umido del muschio e della melma secolare, vi investono come un sospiro gelido proveniente dall’ignoto. I malconci scalini nell’esile luce di una torcia che illumina appena lo spazio attorno a voi, vi invitano in quella tenebra che si dipana in una latebra di cui non se ne vede la fine.
Antichità remote di un passato atavico, quasi di lovecraftiana memoria, attraggano i sensi dei viaggiatori e degli esploratori; emozioni di cui ancora oggi ne avvertiamo le suggestioni ben oltre le arcane paure che attanagliano le anime più sprovvedute.
Niente di più romantico e poetico è visitare le vestigia ormai sconnesse e sepolte del monastero di Santa Lucia di Mendola nelle campagne acrensi, un tempo immerse nel bosco millenario di Baulì.
 
La Festa dei Santi Martiri Fratelli
Culturando
Scritto da Giorgio Franco   
Venerdì 06 Maggio 2011 08:54
logMito e ritualità sono due componenti di cui si impregna, da sempre, la fenomenologia religiosa. Anche la religione cristiana vanta molti riferimenti storici mantenuti, vivi dalla  tradizione popolare e che, ancor oggi, in piena post-modernità, costituiscono occasione per la celebrazione di figure sacre  fortemente radicate nelle credenze collettive. Sono opportunità  per apprezzare, non solo la ritualità religiosa, ma anche il folklore associato a tali manifestazioni e Lentini, proprio nei giorni di Maggio, ne è un degno esempio, con le celebrazioni dedicate ai patroni della città, Santi Martiri Fratelli Alfio, Filadelfo e Cirino. Nel sud Italia, le celebrazioni religiose godono ancora di una dimensione popolare intensa e partecipata che, spesso, va oltre il puro valore sacrale dell’evento e incorpora un simbolismo e una ritualità che sfiora il paganesimo.
 
L'Epipoli nella preistoria
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Sabato 19 Febbraio 2011 15:58
epipoliSe avessimo la possibilità di volgere gli occhi per un solo attimo verso un passato vecchio di migliaia di anni, resteremmo sorpresi nel vedere luoghi a noi usuali interamente diversi e irriconoscibili. Lì, dove la documentazione fotografica giunge al suo limite naturale, lì dove la pittura non trova spazi concreti e si mescola con la fantasia e dove la parola non può lasciare tracce, la sola immaginazione può condurci attraverso un processo assai fondamentale, per comprendere il significato della storia dell’uomo antico. Consapevoli che più retrocediamo nella nostra visione, più sfuocata ed incerta è l’immagine che tentiamo di sviscerare da quelle profondità .
Questo gioco misto tra scienza e pura immaginazione, se applicato anche in quei luoghi in cui poco o nulla perviene all’evidenza, può restituire pienamente il fascino cancellato dalla moderna antropizzazione.
L’altopiano dell’Epipoli su cui si impianta buona parte della città di Siracusa e che ospitò i quartieri della gloriosa polis greca, è un luogo ricco di significato storico e archeologico. L’importanza dell’altopiano nasce con l’invasione greca e la fondazione di Siracusa, anche se solo con Dionigi I si intuisce il vero ruolo strategico e militare.
 
Il paradiso della Cunziria
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Domenica 04 Settembre 2011 15:45
cunziriaEsiste il paradiso? Sulla terra credo di sì, anzi, ce ne sono tanti di paradisi, spesso anche molto vicini a noi, di grande estensione o molto piccoli quasi intimi. Nelle zone più interne degli Iblei ce ne sono alcuni intensi e meravigliosi soprattutto in quei luoghi risparmiati dalla mano invasiva e distruttiva dell’uomo moderno che ha purtroppo cancellato per sempre i millenari boschi di un tempo. Tuttavia se ancora oggi volessimo scovare uno scorcio di quella Sicilia paradisiaca che videro i primi coloni greci e persino le antiche popolazioni pre-elleniche, dobbiamo addentrarci nel fondo di quei luoghi che oggi chiamiamo cave, ovvero, immensi valloni carsici scavati dalle acque e dagli effetti dell’abbassamento del livello marino durante le glaciazioni degli ultimi due milioni di anni.
 
L'antica Sortino
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Martedì 26 Aprile 2011 11:05
logL’imperterrito torrente Guccione scorre ancora in quella verde valle ai piedi della città di Sortino, lì dove le pendici meridionali, esposte al sole del sud, profumano d’arancio e d’olivo e dove nascoste spelonche nella roccia si aprono numerose e timide fra le brevi e accidentate bianche balze. Il silenzio di quel verde e il mesto gorgogliare del torrente per tutta la valle nelle tiepide giornate d’inizio primavera, immergono la mente nel pensiero dell’antica città che qui sorgeva; in questa dolce visione, a tratti traspare il passato obliato dell’inverosimile tragedia del gennaio 1693, quando le urla di terrore degli uomini risuonarono come flebile lamento nel cruento e selvaggio ruggito della terra che cedeva ai loro piedi.
 
Le rovine di colle San Mauro
Nella storia
Scritto da Diego Barucco   
Lunedì 27 Dicembre 2010 22:14
logNel cuore della Sicilia sud-orientale, abbandonati nelle fresche brezze dell’inverno, fra gli alberi spogli e le verdi coperture che ammantano colline a perdita d’occhio, rocce chiare sbucano come perle di rugiada in questo prato-mare; il passato ci chiama nuovamente, con i suoi silenzi e i suoi misteri, perché qui ad ogni angolo, villaggi e borghi senza nome attendono da secoli di rivivere nei cuori dei loro discendenti.
Nelle terre del calatino, seguendo la grande Valle dei Margi, le colline sovrastanti che da Catania giungono sino a Gela ospitarono per millenni insediamenti e fortezze, ed è qui che il nostro lungo peregrinare ci condusse in quella soleggiata giornata d’inverno, tra la frizzante aria mattutina e il dolce tepore solare. Alcuni chilometri ad ovest del grande borgo di Caltagirone si trova un sito che difficilmente il turista troverà reclamizzato nelle comuni guide, pur meritandone a tutti gli effetti ampio risalto. Il colle San Mauro, infatti, fu sede di un villaggio indigeno datato già durante il periodo della rivolta scatenata dal leggendario condottiero Ducezio, e che vede la sua prosecuzione fino al periodo greco.
 
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